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Atri , seduzioni della città ducale a cura di Sergio Scacchia

Le seduzioni della città ducale

Gli orizzonti verso l’Adriatico sono dolcemente mossi come lenzuola gonfiate dal vento.
Il paesaggio si dispiega dolce, a tratti grandioso, docili quinte di colore sfumano in lontananza nel blu del mare.
Passano gli anni, i decenni, tutto intorno cambia, ma dai tavoli del caffè che si affaccia sulla piazza centrale di Atri, lo scenario pare inalterato.

Alcuni amici che conservo da anni nella città ducale, si lamentano di un buffet scaduto visibilmente rispetto a qualche anno fa, ma a dire il vero non m’interessa granché.

I miei occhi rimirano la splendida Cattedrale di Santa Maria Assunta, eretta su di un’antica chiesa romanica, con la sua mole trecentesca, l’ardito campanile dal corpo quadrato, terminante a piramide, alto cinquantasei metri.

Devo ammettere, soffocando moti campanilistici, che il suo equilibrio architettonico è superiore al Duomo di Teramo.
La sua larga facciata in pietra, la cornice cuspidata, il rosone a dodici raggi, il ricco portale opera trecentesca di Rainaldo, tutto dona alla struttura, gusto a profusione.

Questo manufatto è un universo nel quale sembrano permanere all’infinito, gli aneliti, i sacrifici, le speranze, la fede vissuta da intere generazioni.

L’interno, elegante nella sua sobrietà, è a tre navate scandito da archi gotici.
Strano destino delle parole.
Dici “gotico” ed è subito medioevo.

E’ quasi una parola “magica”: la pronunzi e il pensiero corre all’ombra profonda delle cattedrali che invade e sovrasta le città con guglie ardite, enormi finestre dai vetri istoriati e policromi e i portali scolpiti tra figure di santi, angeli e qualche demone o mostro di troppo!
Eppure non è così!

Questo incredibile scrigno atriano è ricco di luce, le navate non sono per niente buie.
Un fiotto caldo di luce preziosa entra e rende godibile tutta l’immensa ricchezza del ciclo pittorico del ‘400 di Andrea De Litio.
Orna mirabilmente le pareti del coro dei canonici.
Un’opera che se si trovasse al nord, avrebbe in ogni ora della giornata, capannelli entusiasti di visitatori.

Una delle più imponenti opere illustrative del Rinascimento abruzzese con oltre cento pannelli raccontanti, mirabilmente, episodi della vita di Gesù e Maria, tra Evangelisti, Dottori della Chiesa e Virtù Teologali.

Molti anni prima il papa del gran rifiuto, l’anacoreta e piccolo frate Celestino V, aveva concesso il privilegio della Porta Santa e della distribuzione delle indulgenze.
Sarebbero tante le opere da ricordare all’interno di questo luogo sacro dell’arte.

C’è, ad esempio, un organo fantastico con seimila canne!

Sopra la mia testa c’è il Teatro Comunale, di stile cinquecentesco, che scimmiotta nello schema compositivo la mitica Scala di Milano, ma che nell’insieme, contribuisce a rendere unica, questa piccola arena naturale di piazza Duomo, simbiosi mirabile tra architettura e gente.

Il teatro fu inaugurato nel gennaio del 1881 con tre ordini di palchi e l’elegante loggione.
Una vera bomboniera dell’acustica sorprendente.

A proposito di musica, pochi sanno che ad Atri c’è anche un archivio musicale tra i più ricchi d’Abruzzo nel quasi sconosciuto museo dedicato al maestro Antonio Di Jorio, nato ad Atessa alla fine dell’ottocento e morto nel 1981.

In fondo alla piazza, mi riempie gli occhi, il cinquecentesco palazzotto gentilizio della Curia, edificato nel periodo di Paolo Odescalchi (1566-1572), trentesimo dei cinquantacinque vescovi della Diocesi di Atri Penne, che fece costruire anche il Seminario, celebrò il Sinodo del 1571 e partecipò alla battaglia di Lepanto, tra le flotte musulmane dell’Impero ottomano e della cristiana Lega Santa.
Atri è così!
Una città generosa di memorie.
Le sue chiese, i suoi palazzi, le sue pietre raccontano un passato straordinario che parte ancor prima dell’epoca romana.

Con il Sacro Romano Impero divenne centro di enorme importanza strategica, il cui porto insisteva lungo la costa del Cerrano.
Nel trecento fu il feudo degli Acquaviva.
La potente famiglia gentilizia trasformò l’antica Hatria, in centro amministrativo dei possedimenti, realizzando il palazzo Ducale, luogo cruciale di storia dell’epoca del mecenatismo rinascimentale e le numerose chiese oggi ancora presenti.

Da veri mecenati, poi, i nobili furono committenti entusiasti di opere d’arte d’immenso valore, oggetti di culto e arredi preziosi, tessuti, ceramiche, quadri, gioielli che oggi rendono pregiate le sale del Museo Capitolare.

La famiglia diede alla chiesa sei cardinali e numerosi prelati.

Mi allontano dal piccolo centro storico, abbandonando le numerose facciate secolari, i cortili ad arco, i palazzi nobiliari che si alternano a piccoli negozi, caffè e l’immancabile bottega dove reperire il “dolce ducale” e la liquirizia famosa in tutto lo stivale d’Italia.
Caracollo fino al belvedere, per sentirmi catapultato nell’infinito.
Prima delle acque blu dell’Adriatico pinetese, arriva una sorta d’inferno dantesco che disegna la genesi dei paesaggi argillosi.

Dirupi di creste nude che destano meraviglia, di volta in volta si avvinghiano alla vegetazione a fondo valle, convivendo a fatica con il lavoro e gli interessi dell’uomo.
E’ l’inedito parco naturale dei calanchi atriani, un mondo tutto a sé, popolato da rapaci, istrici, volpi, faine.
“La natura recita un dramma: non sappiamo se anch’essa lo vede e tuttavia lo recita per noi che contiamo veramente poco”.

Forse solo l’immagine efficacemente espressa dallo scrittore, poeta e drammaturgo Johann Wolfgang von Goethe, può cambiare la lettura del messaggio che un ambiente drammatico invia a chi si sofferma a guardare queste escrescenze della terra.

Il sole e la pioggia di secoli hanno di volta in volta disseccato, spaccato profondamente l’argilla e, poi, in una sorta di compensazione naturale, la pioggia l’ha gonfiata, incisa.
Un trattamento così violento che ha determinato incredibili e spettacolari erosioni.
Il Parco dei Calanchi offre escursioni fantastiche in natura e uno stupendo serpentone per pedoni, bici e cavalli, lungo circa otto chilometri.

Credo che questa mirabile amalgama di arte e paesaggio, gastronomia e gusto di vivere, con la sua miscela di eleganza e armonia sia il giusto luogo dove terminare un viaggio da incorniciare.

ARTICOLO DI  Sergio Scacchia DA paesaggioteramano.blogspot.it

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Si raggiunge attraverso l’autostrada A/14 Adriatica, uscendo al casello Atri-Pineto e percorrendo circa 9 chilometri. Dalla statale 16 Adriatica, si raggiunge Atri imboccando la strada provinciale 28 da Pineto, oppure la strada provinciale 553 da Silvi Marina.
Da Teramo, statale 150 della Valle del Vomano, deviando verso sud nei pressi di Notaresco.

Duomo di Atri Foto Sergio Scacchia
Duomo di Atri Foto Sergio Scacchia

“Abruzzo attrattivo” il turismo come esperienza. Sabato 14 marzo ad Atri

Sabato 14 marzo 2015, alle ore 15, presso l’auditorium Sant’Agostino, ad Atri, si terrà un convegno rivolto agli operatori turistici, dal titolo “Abruzzo Attrattivo. Turismo esperienziale e marketing territoriale”. Il direttore dell’Oasi WWF Calanchi di Atri, De Ascentiis ne descrive gli intenti e le motivazioni: «Su sollecitazione di numerose strutture ricettive che ogni anno ci chiedono di essere informate sia sulle nostre attività, sia su quelle delle zone limitrofe, in collaborazione con la coop. Terracoste e la coop. Il Bosso, si è pensato di organizzare un convegno su alcune delle innumerevoli attività da indicare ai turisti. In tal modo ci proponiamo di collaborare con le strutture ricettive all’ampliamento dell’offerta di servizi, sia nelle Terre del Cerrano, in particolare nell’Area Marina Protetta Torre Cerrano e nella nostra Riserva, ma anche in altri contesti territoriali con i quali abbiamo contatti.»

Locandina Turismo Abruzzo Attrattivo 2015

 

La notte dei faugni ad Atri il 7 e 8 dicembre

La notte dei faugni ad Atri il 7 e 8 dicembre

Ad Atri  l’alba dell’8 dicembre,  si ripete l’antichissima tradizione popolare dei faugni (dal latino “fauni ignis”, cioè fuoco di Fauno),  fusione di una consuetudine pagana e contadina. I contadini accendevano dei fuochi, a fini propiziatori prima del solstizio d’inverno, in onore di Fauno, divinità pagana associata alla fertilità della terra. Da qui tale tradizione Atriana .

faugni

 

Atri

[highlight bgcolor=”#f7c551″ txtcolor=”#fff”]Atri[/highlight]

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[highlight bgcolor=”blue” txtcolor=”#fff”]DATI GENERALI[/highlight]

Superferficie 92,30 Kmq Altezza s.l.m.: 444 mt Abitanti:11239 Densità:121,77ab./Kmq Prefisso telefonico:085 C.A.P.:64032 Indirizzo Municipio Comune di Atri Piazza Duchi d’Acqua Viva  64032 Atri TE

Centralino 085 8791220 Fax 085 8780067 sito web www.comune.atri.te.it

E-m@il:   postacert@pec.comune.atri.te.it  Codice Catasto: A488
Codice Fiscale: 00076610674

 

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[highlight bgcolor=”blue” txtcolor=”#fff”]STORIA[/highlight]

Città ricca di storia e arte fu colonia romana e raggiunse il massimo splendore sotto la dominazione degli Acquaviva che governarono la città per sei secoli. Il centro storico di Atri è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici vicoli e piazze. Il suo affascinante centro storico è un dedalo di viuzze che hanno conservato l’antico aspetto medievale, in alcuni punti ricalcato sul modello della città romana. Il Corso Elio Adriano, per esempio, collega i due più importanti punti della città, Piazza del Duomo e Piazza del Comune , che nell’epoca romana erano precisamente le Terme ed il Foro. Caratteristico soprattutto il rione di Santo Spirito (o Capo d’Atri), quello di Santa Maria e quello nei pressi di Porta San Domenico. La ricchezza del patrimonio storico-artistico ed in genere culturale testimonia la grande importanza e la grande storia che Atri ha avuto nel passato. Di grande pregio sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta eretta nel 1285, il palazzo ducale degli Acquaviva, la chiesa di santa Reparata, quella di Sant’Agostino , la chiesa di San Francesco, il convento delle Clarisse e il teatro comunale. Dal centro storico di Atri si raggiungono in pochi minuti le spiagge dell’Adriatico e la la Oasi WWF dei Calanchi di Atri.

(altre informazioni nell’itinerario 3)


[highlight bgcolor=”blue” txtcolor=”#fff”]EMERGENZE[/highlight]

 Polizia municipale Piazza Duchi d’Acquaviva (Palazzina Ex Pretura)
Telefono: 085-8791271/224/290/291 – FAX: 085/8797018 

e-mail Polizia Municipale: poliziaurbana@comune.atri.te.it
e-mail Ufficio Contravvenzioni: pmcontravvenzioni@comune.atri.te.it

CARABINIERI Viale del Risorgimento, 1 64032 ATRI (TE) tel.: 08587310

Presidio Ospedaliero “S. Liberatore” V.le Risorgimento Tel. centr. 085 87071

Servizio di Continuità Assistenziale – Ex Guardia Medica Via Antonio Finocchi 2, 64032 – Atri (TE) tel 0858707252

CROCE ROSSA ITALIANA Viale Del RISORGIMENTO, OSPEDALE64032 ATRI (TE)

 tel.: 0858780185


[highlight bgcolor=”blue” txtcolor=”#fff”]SCUOLE STATALI[/highlight]

Atri Casoli Scuola materna (dell’infanzia)Borgo Novo (Casoli) – Cap: 64030 Telefono: 085 8709292; Fax: 8709292
Atri FontanelleScuola materna (dell’infanzia)Via Mediana (Fontanelle Di Atri) – Cap: 64030 Telefono: 085 8708561;
Atri Via Santa Chiara Scuola materna (dell’infanzia) Via Santa Chiara (Santa Chiara Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 879969; Fax: 879969
Via Umberto Scuola materna (dell’infanzia) Viale Umberto I (Atri) – Cap: 64032
Telefono: 085 8791238; Fax: 8780748
Viale Risorgimento Scuola materna (dell’infanzia) Viale Risorgimento (Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 8797701; Fax: 8797701
Atri Scuola elementare (primaria) Viale Umberto I n.3 (Atri) – Cap: 64032
Telefono: 085 87265; Fax: 8780748
Atri Casoli Scuola elementare (primaria) Via Borgonuovo (Frazione Casoli) – Cap: 64030Telefono: 085 8709149; Fax: 8709149
Atri Fontanelle Scuola elementare (primaria) Via Mediana (Frazione Fontanelle) – Cap: 64030 Telefono: 085 8708147; Fax: 8708147
D.D. Atri Circolo didattico (materna ed elementare) Viale Umberto I n.3 (Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 87265; Fax: 8780748
Mambelli Barnabei Scuola media (secondaria di I grado) Via Finocchi (Località Atri) – Cap: 64032Telefono: 085 87506;
Scuola Media Casoli Scuola media (secondaria di I grado) – Sezione Associata
Largo dei Caduti (Frazione Casoli) – Cap: 64030 Telefono: 085 8709242; Fax: 8709242
I.I.S. Atri Zoli Istituto d’istruzione secondaria superiore Piazza Illuminati,1 (Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 87269; Fax: 8798255
I.P.I.A. R.Pagliaccetti Scuola Superiore: Istituto Professionale Industria e Artigianato – Sezione Associata Via S.Ilario (Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 87313; Fax: 87313
I.T.C. A.Zoli Scuola Superiore: Istituto Tecnico Commerciale – Sezione Associata Piazza Illuminati, 1 (Atri) – Cap: 64032Telefono: 085 87369; Fax: 8797865
Lice0 Classico L. Illuminati Scuola Superiore: Liceo Classico – Sezione Associata
Piazza Illuminati, 1 (Atri) – Cap: 64032 Telefono: 085 87269; Fax: 8798255